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ingresso
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Pochi sanno che il Ristorante Vecchio Montano ha sede in  uno dei casali della campagna romana che può vantare una storia antichissima, con una stratificazione di strutture di età Romana, Medievale e Rinascimentale. Si trattava in origine di un molino, con annessa azienda agricola. Sorto in età Imperiale, sfruttando le acque dell’emissario del lago di Nemi. Il corso d’acqua, dopo aver attraversato con un ingegnoso tunnel, scavato dagli antichi Aricini, la  sponda sud-ovest del cratere  fra Nemi ed Ariccia attraversava la Valle Ariccia e con un ulteriore scavo sotterraneo del bordo meridionale della vallata scendeva verso la campagna detta “Marittima”, fino al mare. Qui sorgeva il molino che nel 1232 Giannotto Ottone Gandolfi senatore di Roma e fondatore del  borgo di Castel Gandolfo fortificò a causa delle incursioni saracene e delle lotte baronali romane, lasciando la denominazione: Turris de Gandulfis al casale per la presenza di una torre romana inglobata nelle mura dello stesso.
In una bolla del 19 marzo 1285, Onorio IV menzionava in un atto di confini: “....Turris de Candulphis.... ..... Molendinum, quod dicitur de Arenario”. Successivamente la tenuta passò alla casata dei Savelli e dei Paluzzi - Albertoni  assumendo il nome di Torre Paluzza e/o Casalotto, ancora in voga tra il 1700 e 1800. ...Con l’estinzione dei Paluzzi in casa Altieri, quest’ultimi tennero la proprietà fino all’800. Verso la fine dell’800 passò ai Ferraioli che lo vendettero nel primo decennio del 900  ad Arnaldo Milita nonno dell’attuale proprietario Antonello Mendico che con la moglie Maria Teresa Fini ed ora anche la figlia Maria Laura Mendico dopo anni di dovuto restauro, per le pessime condizioni in cui versava il casale, fondarono nel 1986-87 il ristorante Vecchio Montano che situato all’interno dell’antico Opificio del Casalotto ospita un eclettico museo della civiltà contadina.

stanza vini
interno ristorante